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È tempo di ricominciare Verso uno stile comune

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È tempo di ricominciare

Ez 36, 26-29
Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo le mie leggi e vi farò osservare e mettere in pratica le mie norme. Abiterete nella terra che io diedi ai vostri padri; voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio. Vi libererò da tutte le vostre impurità: chiamerò il grano e lo moltiplicherò e non vi manderò più la carestia.

È tempo di ricominciare, di riprendere in mano la nostra vita per consegnarla pienamente a Dio Padre.
È tempo di ricominciare a credere che Dio può davvero fare tutto e chiede ogni giorno la nostra collaborazione per fare la nostra parte nella scena di questo mondo.
Abbiamo peccato fino a toccare il fondo della miseria umana? Affidiamoci al Padre misericordioso e ci renderà cantori della divina misericordia.
Credo che questo per noi è il Kairos, il tempo di Dio, il tempo della nostra salvezza, della nostra conversione.
È il tempo in cui diventiamo qualcos’altro, il tempo in cui iniziamo a vivere in modo differente.
Ecco, vi invito ora a dire insieme a me, davanti a Gesù presente nella comunione fraterna: «Basta con la mediocrità! Basta con tutto ciò che mi rende mediocre!». È il nostro impegno, è il nostro voto.

Sento che dobbiamo dirci che Dio si fida di noi e che vuole fare delle cose belle all’interno dei nostri macanàim, all’interno della Chiesa, per il bene di tutti.
Non è difficile ascoltare la Parola di Dio, basta fare attenzione a ciò che ci suscita nel cuore l’ascolto della Parola.
Le nostre chiese diventino o continuino ad essere le case di tutti per la preghiera. Per fare questo anche voi, amati laici, dovete amare la «pietra della preghiera», averne fame e desiderio; quando arriverete a questo potrete insegnare agli altri a pregare, allora sarete più attrattivi. Al macanàim della Provvidenza si continuerà a pregare, adorare, accogliere, evangelizzare; continueremo a formarci e a formare perché lo zelo per la Casa del Padre nostro ci divora. Siete disposti anche voi a lasciarvi divorare dallo stesso zelo? Allora possiamo camminare insieme e vedere tante cose belle.

Ricordate a voi stessi che vi siete accettati come fratelli e sorelle non perché migliori di altri, ma perché abbiamo il comune desiderio di amare e servire Dio, il tre volte santo, con quel carisma che lo Spirito Santo ha dato alla Famiglia Mariana Le Cinque Pietre.
Avete questo comune desiderio? Per questo siete una Famiglia!
Lo Spirito Santo ci ha dato un carisma, non abbiamo il diritto di “farlo ammuffire” con le nostre mediocrità e omissioni! Il Padre ci ha chiesto di essere “servi” come il prediletto Figlio Suo, anzi dobbiamo essere “Gesù che serve” per tutti i poveri che incontriamo. Per tutti i poveri… e anche tra noi ci sono i poveri!

Abbiamo un’identità: siamo una Famiglia mariana… siamo “di Maria”, siamo la sua Famiglia e guai a chi ci tocca!
Anche se per qualche momento di orgoglio o di rabbia, non riconosciamo negli altri dei fratelli e sorelle, la Madre dei poveri continuerà a sentirci e a vederci come tali.

Ma cosa facciamo in questa Famiglia? Quali gli obiettivi e quale la missione?
Non si aderisce ad un Progetto per occupare un posto o dire che apparteniamo a qualcosa e qualcuno; lo si fa per portare avanti il Progetto insieme ad una comunità di fratelli e sorelle.
Il Progetto o la missione è questa: vivere e far vivere le cinque pietre; ciò significa che bisogna vivere tutte e cinque le pietre, amarle sempre di più e presentarle agli altri, spingerli a prendere le pietre e a metterle nelle bisacce delle loro esistenze.
Siamo dunque missionari delle cinque pietre. Lo siamo tutti, consacrati e laici.
Quindi nel concreto come potete esserlo, da cosa iniziare? Incominciate a regalare una Bibbia o un Vangelo a chi non ce l’ha; spiegate come leggere il Vangelo e meditarlo. Invitate alla celebrazione eucaristica chi solitamente non frequenta o non è assiduo, spiegandolo non come “dovere”, ma raccontando come vi sta cambiando in meglio e come è bello prendere parte al banchetto eucaristico e diventare una cosa sola con Gesù. Così fate con le altre pietre. Lo schema è lo stesso: proporre e testimoniare per essere non tanto convincenti quanto attrattivi.
 

«O Maria, Madre dei Poveri,
tu che sei partita in fretta per raggiungere la casa di Elisabetta,
donaci occhi che sappiano vedere oltre le montagne
che ci impediscono di fissare lo sguardo su orizzonti nuovi.
Fa che ci possiamo mettere in cammino
seguendo i tuoi passi
e le orme che hai lasciato
siano indicazioni preziose al nostro cuore.
Madre, tu ci chiedi di porci obiettivi alti
perché è il Cielo che ci attende;
fa che non dimentichiamo
che al cielo si giunge percorrendo ogni giorno
la via del rinnegamento di sé
nell'abbandono alla volontà del Padre. Amen
».
(Padre Giovanni dell’Immacolata)