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Quella lacrima è caduta anche per me

Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Sarà forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Com'è scritto:
«Per amor di te siamo messi a morte tutto il giorno;
siamo stati considerati come pecore da macello».
Ma, in tutte queste cose, noi siamo più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amati. Infatti sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun'altra creatura potranno separarci dall'amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore.


Suscita sempre grande commozione il pensare all’amore di Cristo.
Probabilmente siamo dei grandissimi peccatori eppure Dio non riesce a staccarsi da noi, per questo ci perdona e ci riconcilia di continuo.
Caritas sine modo, Amore senza misura, ormai lo ripetiamo all’infinito. Ma di chi è questo amore che non conosce confini? Vorremmo tanto che sia il nostro, ma è l’amore di Dio nei nostri riguardi. Dio ci ama così, incondizionatamente, irragionevolmente potremmo dire, perché anche quando non viene contraccambiato o perfino disprezzato, beffeggiato, lui, il Dio di Misericordia continua ad amare.

Non siamo ancora tanto lontani da questo modello di amore ma dobbiamo seriamente impegnarci a fare passi in avanti verso la Misericordia, verso il Padre.
Dovremmo iniziare dal fare memoria dei nostri peccati per capire quanto grande è il perdono di Dio. Pensiamo al più grande errore della nostra vita… neanche quello ha impedito a Dio di amarci e di starci vicino.
Siamo forti, siamo vincitori non perché abbiamo vinto sul nostro peccato ma perché Dio ha vinto il peccato con la forza del perdono.
Nessuno potrà mai separarci dall’Amore senza misura di Dio; un amore che oltre ad essere “senza misura”, è “senza spiegazione”… chi può spiegare l’amore di Dio… si può solo godere!

Paolo non guarda a se stesso, la vita di Paolo è fortemente centrata su Gesù; lui vede Gesù e ce lo fa vedere nella sua predicazione.

L’amore è il dono che Dio ha fatto e ci continua a fare, un dono però, come tutti gli altri doni, può essere rifiutato o non apprezzato.
Non ci sentiamo migliori di tanti altri e non rifiutiamo l’amore di Dio, ma forse non lo apprezziamo come si dovrebbe. Eppure, Dio ci ama sempre e senza misura, perché come già detto è incapace di non amare. Ma chiediamoci, può soffrire Dio per l’indifferenza al suo amore?

C’è un atteggiamento di Gesù descritta nel Vangelo di Luca che desta stupore: Gesù piange su Gerusalemme (Lc 13,34-35).
Papa Francesco ha commentato il pianto di Gesù come l’impotenza di Dio, la sua incapacità di staccarsi da noi.     
Gesù piange su Gerusalemme, Gesù piange su quelle persone che lo rifiutano, perché rifiutano Lui, rifiutano la salvezza.
Gesù piange per tutti quei figli che hanno rifiutato il suo abbraccio riconciliante.
Nelle lacrime di Dio vediamo il riflesso del suo immenso amore.
 
«Dio piange per me, quando io mi allontano; Dio piange per ognuno di noi; Dio piange per quelli malvagi, che fanno tante cose brutte, tanto male all’umanità...».
Egli, infatti, «aspetta, non condanna, piange. Perché? Perché ama!» (Papa Francesco).

 

Audio della catechesi di fra Alessandro di Madonna Povertà