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"Ritornate a me con tutto il cuore". La speranza della guarigione

Gioele 2,12-13
«Or dunque - oracolo del Signore -, ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti. Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore, vostro Dio, perché egli è misericordioso e pietoso…».

Rifletto su tutto ciò che il Corona Virus (Covid 19) ci sta facendo vivere in queste settimane e senza saperlo mi ritrovo a pensare ad un altro Virus che porta in sé conseguenze ancora più devastanti: è il peccato, il mio peccato.

Molte volte peccando mi sono giustificato dicendo: “Che male c’è, tanti fanno così e forse anche peggio… non sono certo l’unico a provare rancore, rabbia, desideri innominabili…” e pensavo che tutto questo non comportasse la sofferenza di altri.
Lo stare in casa, adottare abitudini nuove evitando di contagiare i più deboli e soprattutto le persone care mi riporta necessariamente a tutte le volte che non mi sono curato di dare un buon esempio evitando di sparlare di altri, di tutte le volte che sono stato incurante di chi mi ascoltava e guardava. Quante volte avranno detto di me “parla bene ma razzola male”, “guarda da che pulpito viene la predica”.

Quanti ci siamo scagliati contro una persona vista in TV o sentito parlare in piazza ma nascondevamo nel cuore le nostre infedeltà (al marito, moglie, ai propri voti)! Adultèri che distruggono le nostre vite e le vite di chi ci è accanto, che come un contagio si trasmettono attraverso l’oscurità della nostra anima a chi viene a noi per trovare la luce e invece trova la tenebra. Siamo stati pensati per la Luce e invece ci nascondiamo nelle tenebre. Il nostro corpo si è opacizzato sempre più, gesti che dovrebbero trasmettere affetto, amore, tenerezza vengono usati per rubare, sfruttare, umiliare chi a noi viene per trovare aiuto e sostegno.

Questo è un tempo che ci deve condurre a ritrovare il senso di ogni cosa che diciamo e facciamo, il valore di ogni gesto. Restiamo in casa, nel salutarci non ci abbracciamo, laviamo ogni cosa per amore di chi ci è accanto, come dovremmo fare ancora più attenzione a evitare il chiacchiericcio, la menzogna, ogni forma di impurità, ogni maldicenza, parole volgari o di odio per non ferire e “infettare” le persone che Gesù ha amato fino a dare la sua vita per loro e che ci ha affidate perché ognuno di noi le protegga e le custodisca (moglie, marito, figli, amici, parrocchiani, ecc.).

Amate Pietre Vive, chiediamoci perdono se a volte abbiamo “infettato” chi ci stava accanto, se siamo stati incuranti dei fratelli e sorelle più deboli e che Gesù e Maria ci chiedevano di proteggere e che invece abbiamo scandalizzato; chiediamo il perdono e rinnoviamo la nostra preghiera perché la mia, la tua santità, è la sola risposta al Virus del peccato che ha infettato l’umanità portandola a perdere la Grazia e allontanandola da Dio. Ritornare alla Casa del Padre dove Maria ci attende col suo Figlio Gesù, chiuderci tra le sue mura (il suo Cuore) e non uscirne più è la sfida a cui siamo chiamati: “Ritornate a me con tutto il cuore”. Diamo una boccata d’ossigeno a questa umanità, riaccendiamo nei cuori la speranza che guarire è possibile.