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Francescana Verso uno stile comune

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Spiritualità francescana

Una spiritualità non è un vestito da indossare, né un libro da leggere, ma un modo specifico di sentire, di vedere e di vivere una realtà. Noi non siamo un ramo staccato della famiglia francescana e non ci ispiriamo alla regola di Francesco tuttavia facciamo tesoro della sua spiritualità.

chi siamoFrancescanaDello spirito iniziale dei santi fondatori Francesco e Chiara condividiamo la bellezza di una vita fraterna vissuta nella gioia, nel canto, nella povertà, nella semplicità e nella predicazione umile indirizzata a gente semplice.

La fraternità è punto focale della nostra fondazione; la preghiera, l’evangelizzazione, il lavoro, la consumazione dei pasti tutto viene fatto insieme, come una famiglia reale.

Il nostro “fondo cassa” è la Divina Provvidenza; a Lei abbiamo fatto speciale affidamento, per questo sentiamo di spezzare il “pane quotidiano” con chi è nel bisogno, sicuri che la Divina Provvidenza non cesserà di provvedere. Lo speciale affidamento alla Divina Provvidenza lo esprimiamo con il voto di povertà che libera l’anima da tutto ciò che è terreno e indirizza il cuore verso tesori celesti «non consumati da tarma e ruggine».

La povertà pretende non di “non possedere nulla” ma “nulla di proprio”, ciò significa che tutto è in comune. Macchine, macchinari per la stampa, utensili per la cucina o per il giardinaggio, strumenti musicali, paramenti e quanto serve alla liturgia o ad altro, tutto è a disposizione della Famiglia e non del singolo.

Il santo francescano, Massimiliano M. Kolbe, parlando della povertà diceva: «Niente per noi, tutto per Dio e per l’Immacolata. Per noi il peggio di tutto: abiti rattoppati, cibo semplice e ripari freddi e poveri. Per Dio e per l’Immacolata un laboratorio moderno, le macchine più moderne, tutti i prodotti della tecnica moderna, i più veloci mezzi di trasporto, il meglio della cultura e della civiltà».

Solitamente non compriamo, cerchiamo di farci bastare ciò che ci manda la Divina Provvidenza; andare alla ricerca del “di più” significherebbe disprezzare i suoi doni e attenzioni. I soldi ricavati da offerte, lavoretti, o da altro sono destinati a beni di prima necessità, a migliorare la bellezza del proprio macanàim e per l’apostolato. È ciò che abbiamo attinto dalla spiritualità francescana: l’imitazione del Figlio di Dio che fattosi povero ha salvato i poveri.

Abbiamo inoltre scelto la spiritualità francescana come rappresentanza della nostra missionarietà: tra predicazioni e canti annunciamo, in semplicità, la parola salvifica di Dio.