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LE BEATITUDINI

“Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia” (Mt 5,7)

Questa beatitudine ci dice che si è felici nel dare e nel perdonare.

Per essere misericordiosi, dobbiamo guardare al Padre. E lo possiamo fare a partire dalla nostra storia personale: se siamo qui, è perché per primo Dio Padre ha usato misericordia con ognuno noi. Dio è misericordia e continua ad amarci e perdonarci ogni giorno della nostra vita.

Dio non ha messo un limite alla sua misericordia per noi e ci ha dato tutto, fino a dare tutto se stesso sulla croce. «La croce è il segno più eloquente della misericordia di Dio! Essa ci attesta che la misura dell’amore di Dio nei confronti dell’umanità è amare senza misura!» (papa Francesco, Messaggio per la XXXI GMG, 2016). Dovremmo considerare di più questo segno dell’amore gratuito di Dio. Ancora oggi Gesù ci dona il suo perdono dandoci la possibilità di inchiodare i nostri peccati sul legno della croce.

rembrandt06Ogni volta che andiamo al confessionale, lì sperimentiamo l’abbraccio della Misericordia. Come il figliol prodigo, spesso anche noi ci logoriamo le vesti con il peccato. Siamo alla ricerca della libertà, ma talvolta ci perdiamo finendo nel fango e lì ci scopriamo schiavi. Da questa scoperta non rimane che tornare al Padre. Iniziamo a camminare e d’un tratto ci ritroviamo tra le braccia del Padre. Come possiamo vedere nel quadro di Rembrandt (vedi l'immagine qui sopra), il figlio ha perso una scarpa: sono le ferite lasciate dalla sofferenza del cammino fatto. Ma una scarpa è ancora al piede: c’è sempre la possibilità del ritorno.

Come un bimbo, il figliol prodigo si poggia nel grembo materno di Dio. Da lì scaturisce la Misericordia e infatti nell’ebraico la parola “misericordia” rimanda alle viscere e al grembo materno. In questo abbraccio Dio ci fa passare ogni volta dalla morte alla vita. È l’abbraccio della Confessione.

Chi di noi non è mai stato abbracciato da Dio? «Tutti noi siamo un esercito di perdonati. Tutti noi siamo stati guardati con compassione divina» (papa Francesco, Gaudete et exsultate 82).

Dopo aver guardato alla Misericordia del Padre e averla sperimentata, ognuno di noi può a sua volta usare misericordia con il suo prossimo. In che modo? Papa Francesco ci dice che «la misericordia di Dio ha due aspetti: è dare, aiutare, servire gli altri e anche perdonare, comprendere» (Gaudete et exsultate 80).

La misericordia rimarrà qualcosa di astratto se non viene accompagnata da gesti concreti. «La misericordia senza le opere è morta in se stessa. E’ proprio così! Ciò che rende viva la misericordia è il suo costante dinamismo per andare incontro ai bisogni e alle necessità di quanti sono nel disagio spirituale e materiale» (papa Francesco, Udienza Giubilare, 30 giugno 2016). Riscopriamo le opere di misericordia spirituale e corporale!

Abbiamo le mani e il cuore allenati alla Misericordia?

Dovremmo ricordarci più spesso che come a noi è stata lasciata la possibilità del ritorno, così anche ad ogni persona caduta nel fango del peccato, Dio lascia sempre una scarpa: la scarpa del ritorno.

I nostri occhi sono come quelli del Padre che è diventato cieco per le lacrime versate nell’attesa del figlio perduto?

«Guardare e agire con misericordia, questo è santità» (papa Francesco, Gaudete et exsultate 82).

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