Utilizziamo cookies tecnici, indispensabili per il funzionamento del sito. Questo tipo di cookies non necessita del consenso dei navigatori. 

Il consenso si intende accordato anche in modo implicito se l'utente prosegue la sua navigazione nel sito.

 

LE BEATITUDINI

“Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati" (Mt 5,6)

In questa beatitudine si parla di giustizia. Vediamo allora qual è la giustizia proposta da Gesù.

Davanti al termine “giustizia” ci fermiamo spesso ai suoi aspetti sociali. Nell’osservare una cosa noi partiamo sempre da ciò che appare, ma siamo capaci di scoprire cosa c’è dietro?

Vi sono tre atteggiamenti legati tra loro, così come in una pianta lo sono la radice, il fiore e il frutto.

Innanzitutto vi è la giustizia di Dio. Dio è il giusto per eccellenza e si mostra sempre fedele verso l’uomo. Egli è fedele all’appello di comunione che ha rivolto all’uomo.

Dalla giustizia di Dio scaturisce la giustizia dell’uomo. Essa non è la vendetta e non è niente di tutto ciò che si macchia con i propri interessi. Nella Bibbia la giustizia è nel campo del rapporto con Dio. L’uomo è giusto nella misura in cui cerca e compie la volontà di Dio con tutta la sua vita.

immaginiperiodico20190215hLa volontà di Dio sta nel compiere il bene ed ecco che allora la giustizia dell’uomo diventa giustizia sociale. Don Fabio Rosini ha detto in una sua catechesi che il giusto è colui che vive il suo rapporto con Dio anche nelle cose. Infatti, come ci ricorda papa Francesco nella Gaudete et exsultate, non possiamo fermarci a considerare la giustizia come «sinonimo di fedeltà alla volontà di Dio», ma dobbiamo scendere nel concreto e ricordarci che essa «si manifesta specialmente nella giustizia con gli indifesi: “Cercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova” (Is 1,17)».

La giustizia sociale è il frutto. Se però non curiamo il nostro rapporto con Dio, non vedremo frutti di giustizia nella nostra vita.

Gesù parla di fame e di sete. È proprio dallo stretto rapporto con Dio che nascono la fame e la sete di compiere sempre la sua volontà.

Scrive ancora papa Francesco: «“Fame” e “sete” sono esperienze molto intense, perché rispondono a bisogni primari e sono legate all’istinto di sopravvivenza. Ci sono persone che con tale intensità aspirano alla giustizia e la cercano con un desiderio molto forte».

Noi sentiamo questa fame? Sentiamo questa sete? Faremo mai parte di questa categoria di beati che nella loro vita hanno ricercato Dio e la sua giustizia?

Si tratta di un appetito molto alto, ma per sentirlo dobbiamo tornare ai bisogni essenziali e il mezzo per farlo è il digiuno. Questa pietra che Maria ci consegna può farci sentire la vera fame e la vera sete. È il digiuno che può farci affermare con Gesù: “Non di solo pane vivrà l’uomo” (cfr. Mt 4,1-4) e arrivare come Lui a dire: “Il mio cibo è fare la volontà del Padre” (cfr. Gv 4,34). Il digiuno ci fa sentire gli appetiti più alti.

Digiuniamo da tutto ciò che ci appesantisce il cuore e dalle preoccupazioni per il domani. Impieghiamo per qualcosa di più alto le nostre energie: cerchiamo il regno di Dio e la sua giustizia e tutto il resto ci verrà dato in aggiunta (cfr. Mt 6, 25-34).

Dalla Bibbia fino ai santi dei nostri giorni, abbiamo tanti esempi di uomini e donne che hanno avuto fame e sete della giustizia. Desiderosi di fare della volontà di Dio il loro unico cibo, sono stati giusti nelle proprie decisioni fino a cercare la giustizia per i poveri e i deboli.

immaginiperiodico20190215iSan Giuseppe è chiamato “uomo giusto”. Lui meditava l’agire di Dio nella storia ed era assetato della sua volontà. Così quando si trovò davanti a un qualcosa di più grande di lui, non volle porsi di impedimento a Dio e scelse di non accusare Maria. In tal modo lasciò aperta una piccola fessura, quanto basta per fare agire lo Spirito di Dio. «Giuseppe, mani indurite dal lavoro e cuore intenerito e ferito, non parla ma sa ascoltare i sogni che lo abitano: l'uomo giusto ha gli stessi sogni di Dio» (Ermes Ronchi).

Il cristiano non può restare a guardare, in ogni ambito della società è chiamato a lottare per la giustizia come un vero appassionato della volontà di Dio. Mettiamoci sulla scia delle tante persone che anche oggi nel silenzio ricercano la giustizia per il povero e l’oppresso.

Come ci chiede papa Francesco, iniziamo a «cercare la giustizia con fame e sete, questo è santità».

LEGGI GLI ALTRI ARTICOLI DI QUESTO MESE